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Francavilla al Mare - Chieti

La costanza: una virtù da insegnare ai nostri bambini

La costanza:

una virtù da insegnare ai nostri bambini

Quante volte ci è capitato nel nostro quotidiano di decidere di voler intraprendere un nuovo sport, un nuovo hobby, di inserire una nuova abitudine e poi… di perdere l’entusiasmo dopo pochi giorni?

Ecco che ci rendiamo conto di quanto “allenare all’impegno, al rimanere fermi anche quando comincia a scendere la curva dell’entusiasmo” diventa una funzione educativa importante che serve ai nostri figli oggi che sono piccoli per portare a termine i loro obiettivi e agli adulti di domani per sentirsi realizzati, con un bagaglio di esperienze e un carattere che consente loro di affrontare la vita con responsabilità.

Parlare di “costanza” ci fa venire in mente un’altra parolina, spesso associata agli impegni e al saperli portare a termine: “disciplina”.

Costanza e disciplina sono due virtù, che sanno, nonostante non sembrerebbe, alleggerirci e rendere il nostro quotidiano più soddisfacente. Pensate a quanti problemi nella nostra vita si potrebbero superare se solo imparassimo a non mollare dopo solo pochi tentativi. Immaginate a quanto saremmo oggi più felici se avessimo continuato per qualche altro giorno la dieta che avevamo iniziato! …o se non avessimo lasciato il corso di ballo che ci piaceva tanto!

 

Plutarco arrivava a definire “la costanza: più efficace e più forte della violenza” per raggiungere un traguardo. Quante volte vi è capitato di guardare come alcune persone, con la spinta vincente della costanza, riescono a risolvere problemi e centrare traguardi, in modo del tutto naturale? “Non molla di un centimetro” ci viene spesso da esclamare! Come se, la capacità di saper stare nelle situazioni, di perseverare, fosse una peculiarità di pochi.

Plutarco nei suoi scritti parlava del “Metodo della scomposizione”: di fronte a problemi complessi, a cose che «unite sembrano indomabili e irrisolvibili» (parole di Plutarco), usate come arma, la costanza. Affrontatele «poco per volta». Fino a quando «cedono». Vedrete che a piccole dosi, dividendo il Problema in tante piccole difficoltà da risolvere, tutto vi sembrerà più affrontabile e risolvibile.

Pensate ora a quante volte i vostri bambini a casa, invece di provare a risolvere una situazione che crea loro disagio, cambiano attività, rompono amicizie, smettono di fare sport.

Vi è mai capitato di osservarli mentre giocano alla playstation? Quante volte, se non riescono a superare un livello, cambiano direttamente il videogioco?

 E nel vostro quotidiano, in quante occasioni siete portati a rimandare un impegno che avevate preso, fosse anche solo con voi stessi?

                                       

Procrastinare è diventato ormai per noi quasi del tutto naturale, così come disdire un impegno preso in precedenza. Eppure, “non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”, non è certo un proverbio detto a caso. Imparare e dunque, quando genitori, insegnare ai nostri figli di rispettare gli impegni presi, di portare a termine i compiti assegnati, di terminare le attività, non è soltanto qualcosa che nel momento presente potrebbe tornarci utile nella gestione del nostro quotidiano, ma soprattutto fornirà le basi e soprattutto, il metodo per poter affrontare la vita, le difficoltà, i disagi.

È la perseveranza, che fa emergere i nostri talenti. Quando nasciamo, ognuno di noi ha delle abilità, ma queste non è detto che verranno espresse e ci daranno delle soddisfazioni se non decidiamo consapevolmente di investire delle energie per metterle in campo!

Impegnarci ogni giorno a dare il meglio di noi, dedicare il nostro tempo ad allenarci al nostro sport preferito, al nostro hobby, alla nostra passione… è la chiave nel nostro successo. La costanza è auto-disciplina, dunque consapevolezza e senso della misura. Non è tanto avere davanti a noi il risultato che vogliamo raggiungere a darci la spinta nel fare ogni giorno con intensità un determinato esercizio o una determinata attività, ma il ritmo, la dedizione con la quale portiamo avanti il nostro progetto. Se una determinata attività siamo portati a pensarla soltanto, sarà difficile continuare a praticarla quando inizierà a venire meno l’entusiasmo o quando sopraggiungerà una difficoltà. Occorre sentirla dentro di noi, avvertirne l’importanza, percepire l’energia che essa stessa ci dona ogni volta che la pratichiamo.

Nel concreto, proviamo ora a fare un elenco delle cose che ci piace veramente fare e portiamo l’attenzione a quanto spazio diamo loro nel nostro quotidiano. Come potremmo ri-programmare i nostri impegni affinché ci sia possibile lasciare un adeguato tempo a ciò che amiamo senza avere l’alibi del “non poterlo fare”? …tra qualche giorno, fermiamoci pure qualche momento: ho portato a termine gli impegni che mi ero dato? Quali attività ho saltato?

e con i più piccoli, proviamo nel quotidiano a fare in modo che anche loro abbiano, durante la giornata, delle attività “scandite” da dei ritmi regolari. Parlate pure con loro per vedere insieme quali sono le cose che preferiscono e quali no… Una volta definito ciò che amano, lavorate insieme affinché il tempo dedicato sia scandito, non inferiore ad un’ora. Provate ad alternare attività più gratificanti con altre meno e attività dinamiche ad altre sedentarie. Insegnate loro l’importanza del mantenere gli impegni e supportateli quando avvertite che ne hanno bisogno.

“Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi”
(Vince Lombardi)

Scritto da Giulia Di Sipio, Counselor Mediacomunicativo,

volontaria per Associazione Orizzonte Onlus

www.associazioneorizzonte.it

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