Parrocchia 
Santi Angeli Custodi

Francavilla al Mare - Chieti

ESPERIENZE DI CHIESA

dal sito: VINONUOVO

Sono le persone che fanno la Chiesa

Ricordo di don Giovanni Pavin, che credeva nella gallina domani (laici preparati) più che nell'uovo oggi (la Messa alla domenica)
 
 

«Sono cosciente del rischio della commemorazione e della sua comodità: non si tratta di ritrovare Giovanni Pavin nella nostalgia dei ricordi, ma di continuare a sentirlo come una presenza viva e vivificante» (Cfr. Michele Do, “Amare la chiesa”, Qiqajon 2008, p.31).
Non eri tu la luce, Giovanni (1), ma hai lavorato per far risplendere la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Pienamente cosciente che non sia sufficiente “andare a Messa” per essere cristiani, hai suscitato in me la passione per la Parola e l’amore per la Chiesa.
Prima di incontrarti, la mia fede in Gesù era piuttosto circoscritta alla mia sfera personale: non sono cresciuto in parrocchia, infatti ci siamo conosciuti al Santuario della Madonnalta e alla due giorni ecumenica a Garbaoli (Roccaverano).

L’uovo e la gallina
Quando le forze fisiche ti hanno abbandonato, mi hai “incaricato” di celebrare la liturgia della Parola alla domenica mattina alla Madonnalta. Ti ringrazio per esserti fidato di me, un laico quasi laureato in teologia: è stata un’esperienza positiva, interrotta bruscamente dopo un mese. Quando ti ho dato la notizia, avevo il groppo in gola, e anche tu ti sei rattristato non poco.
«Non ha senso puntare sui preti quando di preti ce n’è sempre meno e sempre più anziani»: parole tue, in uno dei nostri ultimi incontri. Purtroppo, molte chiese locali si ostinano a voler l’uovo oggi (la Messa alla domenica e una prassi sacramentaria in genere scollata dal vissuto delle persone) piuttosto che rischiare di avere la gallina domani (laici preparati per la cura pastorale delle comunità più piccole).
Vent’anni fa scrivevi: «è difficile stare attenti e concepire la Chiesa come qualcosa ancora da costruire, spesso si pensa alla Chiesa come qualcosa da difendere; è vero che esiste già, ma si deve costruire continuamente, come un bambino».

Ora tocca a noi
Credo che la pandemia, nonostante tutto, sia un’occasione d’oro per fermarci a riflettere su come ricostruire la Chiesa, a cominciare dalla tua ultima parrocchia, san Maurizio a Terzo. Sia benedetto il giorno in cui, quando qualcuno sentirà la parola “chiesa”, non penserà (solamente) a edifici semi-vuoti o a preti, ma a persone che ha incontrato, e che hanno lasciato una manciata di sale e di speranza nella sua vita. Anche se poi quella persona non partecipa alle liturgie con regolarità o si definisce agnostica. Dio agisce attraverso di noi, non al posto nostro: ci ha chiesto di accogliere suo figlio Gesù nei piccoli (migranti, disoccupati, malati, emarginati, eccetera), aprendo loro il nostro salotto di casa, cercando di coltivare un clima fraterno, perdonandoci reciprocamente.
Questa è la chiesa: ascoltare insieme la Parola, celebrare l’Eucaristia, per poi divenire “eucaristici” nelle relazioni che ci è data la grazia di vivere. Non ha molto senso “andare in chiesa”, se nel resto del tempo non si “è chiesa”. Da decenni sta tramontando un modello di chiesa, non sta finendo la Chiesa: perché è Cristo che la porta avanti!
Per queste ragioni, ho vissuto il tuo funerale, Giovanni, come un gioioso passaggio del testimone: «Io sono in ferie, ora tocca a voi» (tua battuta del 22/11/2020). Hai proprio ragione: ora tocca a noi. Cominciando a fare le cose necessarie, poi le cose possibili. E chissà, che d’improvviso, non ci sorprenderemo a fare quelle cose che credevamo impossibili!

(1) Don Giovanni Pavin, classe 1938, dopo aver trascorso i primi 9 anni di ministero a Caracas, è stato (tra i vari incarichi) per quasi mezzo secolo assistente dell’AC nella diocesi di Acqui Terme. Dal 2000 sino alla morte, avvenuta il 14 dicembre 2020, è stato parroco di San Maurizio, a Terzo (a 3 km da Acqui). Inoltre, celebrava Messa la domenica mattina e nelle solennità presso il santuario della Madonnalta, alla periferia di Acqui.

La notte di don Oreste BENZI

La notte di don Oreste Benzi

 

2 Novembre, la S. Messa online nel ricordo di don Oreste

Una Santa Messa per ricordare il fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII e i nostri cari defunti

Don Oreste Benzi, il sacerdote dalla tonaca lisa, ha salutato questa terra il 2 novembre di 13 anni fa, ma il suo ricordo è più vivo che mai in tutte le persone che lo hanno conosciuto e in quelle che, senza neppure averlo incontrato, hanno beneficiato e beneficeranno ancora delle sue opere di bene e dei suoi insegnamenti eterni.

Quest’anno, anche a causa dell’emergenza sanitaria, abbiamo scelto di celebrare la Santa Messa in suo onore in diretta su questa pagina, per ricordare il nostro amato don insieme a tutti i nostri amici e sostenitori, senza distanze che ci separino. La Santa Messa sarà celebrata presso la Chiesa della Resurrezione di Rimini, la storica parrocchia del don, dal Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi. 

Lunedì 2 novembre alle 20.30 si potrà assistere alla Celebrazione direttamente qui:

Il 2 novembre ha anche un altro significato importante, per noi e per tutta la Chiesa: è la giornata dedicata ai nostri cari che non ci sono più.
Attraverso la Santa Messa, vogliamo commemorare insieme i nostri fratelli defunti e invitarvi a trasformare il ricordo della vostra persona cara in un gesto di solidarietà.

Carlo Acutis, punto di partenza per la fede!

Antonia Salzano: mio figlio, Carlo Acutis, punto di partenza per la fede

(dal Sito VATICAN NEWS)

Domani il corpo del giovane verrà esposto nel Santuario della Spogliazione ad Assisi, dove il 10 ottobre si terrà la cerimonia di beatificazione in calendario nella Basilica superiore di san Francesco. In vista dell’evento, la mamma ribadisce il messaggio che partirà dalla città della Pace

Ad Assisi entra nel vivo la beatificazione del venerabile Carlo Acutis. L’appuntamento è per il 10 ottobre con una celebrazione in programma nella Basilica superiore di san Francesco. Un cammino che inizia domani mattina con l’esposizione del corpo del giovane all’interno del Santuario della Spogliazione, qui resterà visibile fino al 17 ottobre. L’apertura della tomba rappresenta il primo atto di un percorso più ampio che prevede un ricco calendario di eventi per ripercorrere il cammino spirituale del 15enne morto nel 2006 per leucemia.

 

La santità per tutti

“Il corpo di Carlo – ricorda la mamma, Antonia Salzano – è stato trovato intatto, poi è stato trattato ed ora verrà esposto. Sono tanti i giovani e i fedeli che ci tengono a questo contatto”. La venerazione del giovane ha ormai raggiunto tutti gli angoli del pianeta. “Lui verrà beatificato – aggiunge – però la santità è qualcosa che riguarda tutti noi”. Ecco dunque il significato del rito che ci apprestiamo a vivere. “Il suo esempio – spiega – costituisce un punto di partenza per chiunque voglia mettere il Vangelo al centro della propria vita”.

La presenza del Signore

Per Antonia Salzano è chiaro il messaggio che parte da Assisi in questi giorni. “È un messaggio eucaristico che dice che il Signore è in mezzo a noi. Quindi è necessario vivere questa presenza di Dio costantemente”. Carlo ce l’ha fatta: ha sperimentato tutto questo anche grazie alla sua particolare adorazione nei confronti di san Francesco d’Assisi. Ma il suo essere nostro contemporaneo, il suo interesse per Internet, la sua attenzione per le questioni di tutti i giorni, dimostra ancora una volta che oggi ciascuno di noi può davvero aspirare alla santità”.

 

L’attesa

Tantissime le richieste di partecipazione all’evento del 10 ottobre e per questo si lavora alacremente. “C’è tanta gente che vorrebbe venire”, conferma Antonia Salzano. “Purtroppo, con il Covid, molti che provengono da Paesi come Stati Uniti, America Latina e Australia, sono bloccati. Però – sottolinea – abbiamo assicurato che sarà possibile vedere la celebrazione tramite Internet e alcune televisioni”.

 

Una figura che attrae

Una figura, quella di Carlo, che ha creato attenzione. Una fede calata profondamente nell’oggi, un messaggio che arriva chiaro ai giovani grazie ad un linguaggio fresco e vivace. Così, intorno a lui, sono nate tante iniziative come un video reportage realizzato da Officina della Comunicazione e Telepace, in collaborazione con VatiVision, la piattaforma digitale per la diffusione di contenuti audiovisivi di ispirazione cristiana tra i quali anche “La mia autostrada per il cielo”, sulla biografia di Carlo, e “Segni”, sulla mostra riguardante i Miracoli Eucaristici da lui ideata.

 

L’influencer cristiano

“L’attenzione dei media è sorprendente”, dice Antonia Salzano. “Tante testate, anche laiche, come il Times e la Bbc, si sono interessate a Carlo. Penso che questo nasca dal fatto che lui dialoghi con i tempi di oggi e dal fatto che la Chiesa proponga qualcuno che è legato ad internet e ai social media”. Tant’è che qualcuno lo ha chiamato “l’influencer di Dio”. Per l’uso consapevole delle nuove tecnologie, il Papa ha lo citato nella Christus Vivit, l’Esortazione Apostolica conclusiva del Sinodo straordinario dei giovani del 2018, dedicandogli un capitolo intero. “Noi pensiamo che il Papa lo abbia nel cuore – conclude la mamma – ma chissà se il 3 ottobre ad Assisi avrà un pensiero speciale per Carlo”.

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