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La notte di don Oreste BENZI

La notte di don Oreste Benzi

 

2 Novembre, la S. Messa online nel ricordo di don Oreste

Una Santa Messa per ricordare il fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII e i nostri cari defunti

Don Oreste Benzi, il sacerdote dalla tonaca lisa, ha salutato questa terra il 2 novembre di 13 anni fa, ma il suo ricordo è più vivo che mai in tutte le persone che lo hanno conosciuto e in quelle che, senza neppure averlo incontrato, hanno beneficiato e beneficeranno ancora delle sue opere di bene e dei suoi insegnamenti eterni.

Quest’anno, anche a causa dell’emergenza sanitaria, abbiamo scelto di celebrare la Santa Messa in suo onore in diretta su questa pagina, per ricordare il nostro amato don insieme a tutti i nostri amici e sostenitori, senza distanze che ci separino. La Santa Messa sarà celebrata presso la Chiesa della Resurrezione di Rimini, la storica parrocchia del don, dal Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi. 

Lunedì 2 novembre alle 20.30 si potrà assistere alla Celebrazione direttamente qui:

Il 2 novembre ha anche un altro significato importante, per noi e per tutta la Chiesa: è la giornata dedicata ai nostri cari che non ci sono più.
Attraverso la Santa Messa, vogliamo commemorare insieme i nostri fratelli defunti e invitarvi a trasformare il ricordo della vostra persona cara in un gesto di solidarietà.

Carlo Acutis, punto di partenza per la fede!

Antonia Salzano: mio figlio, Carlo Acutis, punto di partenza per la fede

(dal Sito VATICAN NEWS)

Domani il corpo del giovane verrà esposto nel Santuario della Spogliazione ad Assisi, dove il 10 ottobre si terrà la cerimonia di beatificazione in calendario nella Basilica superiore di san Francesco. In vista dell’evento, la mamma ribadisce il messaggio che partirà dalla città della Pace

Ad Assisi entra nel vivo la beatificazione del venerabile Carlo Acutis. L’appuntamento è per il 10 ottobre con una celebrazione in programma nella Basilica superiore di san Francesco. Un cammino che inizia domani mattina con l’esposizione del corpo del giovane all’interno del Santuario della Spogliazione, qui resterà visibile fino al 17 ottobre. L’apertura della tomba rappresenta il primo atto di un percorso più ampio che prevede un ricco calendario di eventi per ripercorrere il cammino spirituale del 15enne morto nel 2006 per leucemia.

 

La santità per tutti

“Il corpo di Carlo – ricorda la mamma, Antonia Salzano – è stato trovato intatto, poi è stato trattato ed ora verrà esposto. Sono tanti i giovani e i fedeli che ci tengono a questo contatto”. La venerazione del giovane ha ormai raggiunto tutti gli angoli del pianeta. “Lui verrà beatificato – aggiunge – però la santità è qualcosa che riguarda tutti noi”. Ecco dunque il significato del rito che ci apprestiamo a vivere. “Il suo esempio – spiega – costituisce un punto di partenza per chiunque voglia mettere il Vangelo al centro della propria vita”.

La presenza del Signore

Per Antonia Salzano è chiaro il messaggio che parte da Assisi in questi giorni. “È un messaggio eucaristico che dice che il Signore è in mezzo a noi. Quindi è necessario vivere questa presenza di Dio costantemente”. Carlo ce l’ha fatta: ha sperimentato tutto questo anche grazie alla sua particolare adorazione nei confronti di san Francesco d’Assisi. Ma il suo essere nostro contemporaneo, il suo interesse per Internet, la sua attenzione per le questioni di tutti i giorni, dimostra ancora una volta che oggi ciascuno di noi può davvero aspirare alla santità”.

 

L’attesa

Tantissime le richieste di partecipazione all’evento del 10 ottobre e per questo si lavora alacremente. “C’è tanta gente che vorrebbe venire”, conferma Antonia Salzano. “Purtroppo, con il Covid, molti che provengono da Paesi come Stati Uniti, America Latina e Australia, sono bloccati. Però – sottolinea – abbiamo assicurato che sarà possibile vedere la celebrazione tramite Internet e alcune televisioni”.

 

Una figura che attrae

Una figura, quella di Carlo, che ha creato attenzione. Una fede calata profondamente nell’oggi, un messaggio che arriva chiaro ai giovani grazie ad un linguaggio fresco e vivace. Così, intorno a lui, sono nate tante iniziative come un video reportage realizzato da Officina della Comunicazione e Telepace, in collaborazione con VatiVision, la piattaforma digitale per la diffusione di contenuti audiovisivi di ispirazione cristiana tra i quali anche “La mia autostrada per il cielo”, sulla biografia di Carlo, e “Segni”, sulla mostra riguardante i Miracoli Eucaristici da lui ideata.

 

L’influencer cristiano

“L’attenzione dei media è sorprendente”, dice Antonia Salzano. “Tante testate, anche laiche, come il Times e la Bbc, si sono interessate a Carlo. Penso che questo nasca dal fatto che lui dialoghi con i tempi di oggi e dal fatto che la Chiesa proponga qualcuno che è legato ad internet e ai social media”. Tant’è che qualcuno lo ha chiamato “l’influencer di Dio”. Per l’uso consapevole delle nuove tecnologie, il Papa ha lo citato nella Christus Vivit, l’Esortazione Apostolica conclusiva del Sinodo straordinario dei giovani del 2018, dedicandogli un capitolo intero. “Noi pensiamo che il Papa lo abbia nel cuore – conclude la mamma – ma chissà se il 3 ottobre ad Assisi avrà un pensiero speciale per Carlo”.

Palermo ricorda il martirio di don Pino Puglisi

Le manifestazioni che l’arcidiocesi di Palermo e il Centro di accoglienza "Padre Nostro" hanno inserito nel programma del 27.mo anniversario della morte del sacerdote siciliano ucciso dalla mafia hanno ricevuto la Medaglia di rappresentanza da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel 2018 la visita di Papa Francesco nel luoghi di "don Pino", proclamato Beato nel 2013
 dal sito VATICAN NEWS

Alessandra Zaffiro – Palermo 

“Non sono un biblista, non sono un teologo, né un sociologo, sono soltanto uno che ha cercato di lavorare per il Regno di Dio”, diceva di sé don Pino Puglisi, sacerdote di frontiera nel difficile quartiere Brancaccio di Palermo, segnato da degrado, mancanza di lavoro e illegalità. Parroco della chiesa di San Gaetano, appena possibile, nel 1991, fondò il Centro "Padre Nostro", punto di riferimento per le famiglie. Al suo assassino disse: “Me lo aspettavo”. Padre Puglisi sapeva di essere ormai nel mirino della mafia per la sua opera contro la criminalità organizzata, parlando ai giovani, togliendo la bassa manovalanza alla delinquenza. Eppure, come ha ricordato Papa Francesco due anni fa, in occasione della visita pastorale a Palermo per il 25.mo del martirio del Beato Giuseppe Puglisi, “Quando morì nel giorno del suo 56.mo compleanno, coronò la sua vittoria col sorriso, con quel sorriso che non fece dormire di notte il suo uccisore, il quale disse: “C’era una specie di luce in quel sorriso”. “Padre Pino – ha proseguito il Pontefice - era inerme, ma il suo sorriso trasmetteva la forza di Dio: non un bagliore accecante, ma una luce gentile che scava dentro e rischiara il cuore. È la luce dell’amore, del dono, del servizio”. Ventisette anni dopo, l’amore di don Pino per i suoi parrocchiani, per Palermo, è cresciuto, si è moltiplicato: una scuola media intitolata a padre Puglisi, un campo di calcetto, l’attesa per la realizzazione dell’asilo “I piccoli di Padre Puglisi, il sogno di don Pino, e l’erigendo santuario dedicato al Beato. Tutto nel quartiere Brancaccio. Diceva padre Puglisi “Se ognuno fa qualcosa”. E si continua a fare, anche in piena pandemia da Covid-19, come da programma delle iniziative, nel rispetto delle norme di sicurezza.

Due anni fa Papa Francesco a Brancaccio

Ancora vivo il ricordo a Brancaccio e in tutta Palermo della visita di Papa Francesco avvenuta il 15 settembre del 2018. Il Papa si è raccolto in preghiera nel luogo dove il sacerdote è caduto colpito a morte. Il Pontefice ha anche visitato la casa museo dedicata a don Pino, accompagnato dall'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Ad attenderlo fuori dall'abitazione, i due fratelli di don Pino, Gaetano e Franco Puglisi, con le mogli ed altri familiari.

Le iniziative dell’Arcidiocesi di Palermo e del Centro Padre Nostro

Il ricordo del martirio del Beato Giuseppe Puglisi ha preso il via l’11 settembre con l’inaugurazione del micronido holding “Beato Giuseppe Puglisi e Santa Rosa Venerini” a Palermo in via Belmonte Chiavelli 1/A, dove per una ventina bambini, accompagnati da una solo genitore, tra mascherine, distanza sociale e pranzo porzionato, è stato proiettato all’aperto il cartone animato “La missione di 3P”, ispirato alla vita di don Pino per la regia di Rosalba Vitellaro. Ieri sera il raduno presso la parrocchia Santa Maria della Pietà, dove è stato battezzato il sacerdote di frontiera, con la veglia di preghiera proseguita in piazzetta Beato Padre Pino Puglisi, per assistere alla relazione “La Radicalità e la Testimonianza in don Giuseppe Puglisi e in don Giuseppe Dossetti” di Pier Luigi Castagnetti, collaboratore di don Dossetti. Alle 22.30 su TV2000 il concerto meditazione “Perché forte come la morte è l’amore”, del Centro di Accoglienza Padre Nostro e della Fondazione “Frammenti di Luce”. 

“Un fiore per 3P”

Oggi pomeriggio la messa celebrata in cattedrale dall’arcivescovo, monsignor Corrado Lorefice; poi, davanti alle spoglie del Beato, la consueta deposizione di “Un fiore per 3P”, ovvero padre Pino Puglisi. Mercoledì 16 e venerdì 18 settembre la proiezione della miniserie “The smile of 3P”, diretta da Paolo Brancati, prodotta dalla Seven Communication in collaborazione con il Centro di Accoglienza Padre Nostro, cui assisteranno i detenuti della Casa di reclusione “Calogero Di Bona Ucciardone” di Palermo. Giovedì 17 settembre il Consiglio della II Circoscrizione, in convocazione straordinaria, si riunirà per commemorare il parroco di Brancaccio presso l’aula consiliare di via San Ciro 15. 

Altre iniziative

Venerdì alle 11 l’Arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice benedirà i locali della Comunità alloggio per minori “Beato Giuseppe Puglisi e Santa Rosa Venerini” in via Santa Rosa Venerini, a Termini Imerese, gestita dal Centro di Accoglienza Padre Nostro. Sabato alle 9, presso l’I.C.S. “Padre Pino Puglisi” di via Francesco Panzera, sarà inaugurato l’anno scolastico 2020/2021. L’ultimo evento in programma è quello di martedì 29 settembre alle 20, che vedrà coinvolti i detenuti della Casa Circondariale “Pagliarelli – Antonio Lo Russo” per la proiezione del film “The smile of 3P”. All’organizzazione delle manifestazioni hanno contribuito tra gli altri: la Fondazione Giovanni Paolo II di Firenze, la casa-museo del Beato Giuseppe Puglisi, la parrocchia Santa Maria della Pietà di Palermo, la Venerabile Confraternita di Santa Rosalia dei Sacchi e del Pellegrino e PON Metro “Città di Palermo” 2014/2020 – Asse 3 – Servizi per l’inclusione sociale (OT9-FSE) Sostegno all’attivazione di nuovi servizi in aree degradate.

 
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E FU MATTINO

 

Se il Card. Carlo M. Martini, che per tre volte salì all’Eremo di San Biagio per conversare, come Santa Scolastica e San Benedetto, con suor Maria Pia, oggi non fosse partito per il Paradiso, avrebbe presentato così questo mazzetto di poesie fiorite tra gli ulivi e le rocce al caldo sole dell’amore:
"Sentire Dio è la cosa più semplice e al tempo stesso la più importante nella vita. Questa è la sorgente delle poesie di suor Maria Pia, questo ha trasmesso a generazioni di giovani spronandoli alla santità. Una santità che si possa, per così dire, trovare per le strade, che si possa incontrare sull’autobus, nella metropolitana, nella fabbrica, nell’ufficio, nella famiglia, una santità che esce dalle chiese per entrare nella realtà della vita di ogni giorno. Sarà necessariamente una santità non clamorosa, non conclamata, ma una santità luminosa e trasparente, capace di lasciare intuire il volto di Cristo in cui traspare la gloria di Dio".

 
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iL RICORDO DI DON ORESTE

 

 

Il ricordo di don Benzi

a 95 anni dalla nascita

(dal Sito VATICAN NEWS)

L’amore per gli esclusi, la fede incondizionata nella Provvidenza e in Gesù che moltiplicava le forze e le risorse. Papa Francesco, nel 2014, tratteggiava la figura di questo sacerdote della provincia di Rimini per il quale è in corso la causa di beatificazione

Isabella Piro e Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all'infinito di Dio”.

In questo passaggio del testamento spirituale di don Oreste Benzi, scomparso il 2 novembre 2007, è racchiuso tutto l’amore che ha ispirato la sua vita di fede. Una vita spesa a salvare quella degli altri, delle donne schiave raccolte per strada, delle mamme accolte nel grembo della Comunità Papa Giovanni XXIII, di tanti giovani che, ispirati dal suo esempio, hanno scelto di percorrere la strada della santità come Sandra Sabattini, discepola spirituale di don Benzi, soprannominata la “Santa fidanzata” e morta a soli 23 anni. Sarà presto beatificata.

Don Oreste e la Chiesa in uscita

Era il 7 settembre 1925 quando a San Clemente, un paesino sulle colline dell’entroterra di Rimini, nasceva don Oreste Benzi. A 95 anni da quella data, il progetto da lui avviato prosegue ancora ed il suo successore alla guida, Giovanni Paolo Ramonda, ricorda don Benzi con queste parole: “Era un prete che ascoltava i bambini, faceva sognare gli adolescenti, dava responsabilità ai giovani, faceva aprire il cuore e la casa alle famiglie, sconvolgeva i portafogli dei ricchi. Oggi don Benzi, con i suoi scritti, continua a dirci che ai poveri bisogna dare da mangiare, ai giovani risposte al bisogno di Assoluto, alla Chiesa di essere povera e di andare nelle periferie di tutto il mondo, ai sacerdoti di essere innamorati di Gesù e immersi nella vita del popolo. Da lassù ci insegna a vivere meglio quaggiù”.

 

Radicato in Cristo

Sesto di nove figli, don Benzi è stato direttore spirituale in seminario, assistente diocesano della gioventù di Azione Cattolica e insegnante di religione alle scuole superiori. Nel 1968 ha dato vita alla Comunità Papa Giovanni XXIII, presente attualmente in 42 Paesi del mondo. La sua causa di Beatificazione è attualmente in corso. Il 20 dicembre 2014, ricevendo in udienza in Vaticano i membri della Comunità, Papa Francesco ha ricordato l’insegnamento del sacerdote riminese, ovvero che “per stare in piedi bisogna stare in ginocchio”.

“Il suo amore per i piccoli e i poveri, per gli esclusi e gli abbandonati, era radicato nell’amore a Gesù Crocifisso, che si è fatto povero e ultimo per noi. La sua coraggiosa determinazione nel dare vita a tante iniziative scaturiva dalla fede in Cristo risorto, vivo e operante, capace di moltiplicare le poche forze e le risorse disponibili, come un tempo moltiplicò i pani e i pesci per sfamare le folle”

Il bisogno di profeti

“La comunità non è di don Benzi, la comunità è del Signore – aveva detto in un’intervista quando gli chiedevano del futuro - quando mi dicono tu sei il fondatore, io rispondo che ho paura di essere l’affondatore. Ciò di cui ho davvero paura è che dentro la comunità venga meno la profezia, che diventi istituzione. Abbiamo bisogno di profeti e di profezia”. Un bisogno forte che ancora oggi si avverte. 

 

Liturgia delle Ore

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