Parrocchia 
Santi Angeli Custodi

Francavilla al Mare - Chieti

Ri-partire sì, ma con moderazione!

Ri-partire sì, ma con moderazione!

Come guardare alla ri-partenza, alla riapertura delle attività e alla nuova quotidianità nel rispetto del nostro ben-essere

Lo avevamo tanto atteso: il caldo, l’estate, i vaccini, il calo dei contagi, la riapertura dei locali, la graduale ripartenza di tutte le varie attività… eppure…Nonostante lo stavamo tutti aspettando da mesi, ora che sembra che finalmente siamo arrivati al dunque, non tutti si sentono pronti.

E’ come se, avessero finalmente aperto la gabbia ad un passerotto e questi avesse perso il desiderio di volare.

Qualcuno potrà forse anche sorridere nel leggere questo esempio, magari per qualcun altro sembrerà quasi assurdo pensare che ci possa essere questa reticenza, ma le statistiche parlano chiaro: è come se ci fossimo in un certo qual modo abituati a stare a casa, ad essere limitati nel nostro agire, ad avere il coprifuoco serale.

Sebbene la ri-apertura segni per molti un ritorno alla normalità, per tanti altri questo riavvicinamento alla vita “pre-covid” risulta difficoltoso, a volte perfino fonte di stress e di ansia.

La "Sindrome della capanna"

In questo lungo arco di tempo ci si è talmente abituati a trascorrere le nostre giornate in casa in una posizione di comfort (per quanto possa essere stata difficile) che ora, tornare a dover organizzare la nostra settimana prevedendo uno spazio per lo sport, gli hobby, il tempo libero e la socializzazione, oltre al lavoro e alla famiglia… sembra difficile tanto da essere motivo di malessere.

person 1205140 1920

Secondo molti esperti, la situazione anomala che la popolazione ha subito durante il covid ha generato un atteggiamento che è stato definito “sindrome della capanna”. L’espressione non intende un vero e proprio disturbo psicologico, piuttosto una condizione che può sorgere in tutte quelle persone che hanno vissuto per un lungo periodo isolate.

Di recente stavo parlando con una signora, la quale mi riferiva il suo “benessere nello stare a casa, ora che ci si era abituata”. “Non sento perfino il desiderio di andare a fare la spesa ormai!” ha esclamato con naturalezza sorridendo.

La signora, dal suo punto di vista voleva manifestarmi come avesse accolto positivamente il periodo di chiusura forzata, ma ai miei occhi e soprattutto, per il mio sentire, il suo atteggiamento manifestava più tristemente il NON DESIDERIO di voler uscire alla luce del sole a fare una passeggiata, il non avvertire la mancanza di una vita sociale e libera da vincoli e costrizioni.

La sindrome della capanna, in inglese tradotta con “cabin fever” fu una problematica individuata negli Stati Uniti agli inizi del ‘900, quando i cercatori d’oro che vivevano per lunghi periodi in ambienti selvaggi e inospitali, tornati alla vita “normale”, in città, facevano fatica a riadattarsi.  

Se aggiungiamo la paura del contagio da Covid, nemico silenzioso e invisibile, è facile comprendere quanto oggi questa problematica possa esacerbarsi.

Impariamo a gestire le nostre emozioni

Come fare dunque ad affrontare questo delicato momento della nostra vita (o di chi ci è accanto) senza forzarsi o provare disagio e malessere?

Un buon inizio potrebbe essere quello di lavorare sulla gestione delle nostre emozioni. Se non siamo soliti a dare loro un nome possiamo iniziare con il prendere consapevolezza con il loro mondo e la loro eterogeneità. Non tutte le emozioni sono uguali! Quante volte pensiamo di essere tristi e invece ci accorgiamo solo dopo, magari in un secondo momento, che l’emozione primaria era magari un’altra? Magari la rabbia…

smiley 2979107 1920

Prestare attenzione agli stati d’animo, domandarsi cosa ci agita veramente, avere il coraggio di andare all’origine dei nostri disagi è un lavoro impegnativo da farsi da soli se non lo si è mai fatto, ma si può provare a chiedere aiuto ed iniziare. Quali paure avvertiamo? Cosa temiamo che possa realmente accadere se interrompiamo uno schema e diamo vita a qualcosa di nuovo?

Gestire l’emotività non è qualcosa che si impara in un giorno, ben inteso, ma ognuno di noi può scegliere di allenarsi a perseguirla. Le tecniche di rilassamento, la meditazione, lo yoga… possono aiutare… ma anche fermarsi di tanto in tanto e portare l’attenzione sulla respirazione è un modo semplice che può rivelarsi particolarmente utile a tutti.

Finalmente hanno riaperto le diverse attività: bar, ristoranti, locali, centri commerciali, palestre… e come tutte le volte che avviene un cambiamento, molte sono le persone che avvertiranno un senso di disagio, una resistenza nel dover psicologicamente affrontare una nuova quotidianità. Piuttosto che ignorarla, sfidarla o assecondarla eccessivamente, proviamo ad accoglierla. Non lasciamo travolgerci dagli eventi, dagli amici più “spericolati” o dalle situazioni!

Qualche strategia per il nostro benessere

Riconosciamo le nostre emozioni, il nostro sentire e troviamo delle piccole mediazioni con noi stessi.

Programmiamo una piccola gradualità nella nostra personale riapertura. Non è importante (e forse neanche funzionale al nostro benessere) ricominciare a fare tutto quello che facevamo prima del lockdown. Guardarsi in dietro può esserci molto utile: proviamo a fare un bilancio delle attività che ci piaceva particolarmente fare, alle compagnie con cui ci sentivamo bene… e scegliamo come investire oggi il nostro tempo e le nostre energie.

Se avvertiamo una sensazione di sfiducia o diffidenza nei confronti del prossimo, pensiamo anche alle tante manifestazioni di generosità, resistenza e senso civico che hanno caratterizzato questo momento di difficoltà. Non è mai tutto di un colore, no?

Se la nostra vita era frenetica, caotica, stancante… diciamocelo: non siamo obbligati a ricominciare da dove eravamo rimasti!

park 2827564 1920

Pensiamo a cosa vogliamo fare oggi.

… e immaginiamoci le persone che vogliamo essere. Oggi e domani.

Facciamo progetti che ci iniettano ottimismo e non dimentichiamoci di portare l’attenzione su uno stile di vita sano: buona alimentazione, buon riposo, una buona attività fisica. Pianifichiamo almeno 3 passeggiate a settimana. Da soli o in compagnia, se possibile scegliamo dei luoghi che ci permettano di stare il più possibile a contatto con la natura.

Scegliamo al mattino un abbigliamento comodo che ci valorizzi quando usciamo e che ci faccia sentire a nostro agio.

…e soprattutto, non dimentichiamoci di sorridere. Anche con la mascherina, sorridere fa bene a noi, prima che agli altri.

E se dovessimo avvertire che da soli non riusciamo ad affrontare la situazione, il disagio che stiamo avvertendo, chiediamo aiuto.

Con l'occasione si riporta l'iniziativa attiva il giovedì mattina: "Mi ascolto, Mi amo" che mira attraverso un percorso guidato, i partecipanti ad essere facilitati nell'acquisire una maggior consapevolezza del proprio corpo, dei propri sensi, del proprio sentire. Per informazioni contattare il numero 347-1692195

Giulia Di SipioScritto da Giulia Di SipioCounselor Relazionale (Iscrizione albo nazionale An.Co.Re n°275), specializzata in Counseling Gastronomico, Wedding Counselor Consulente Genitoriale,  da anni collabora con l'Associazione Orizzonte (www.associazioneorizzonte.it)  per facilitare l'inclusione e l'autonomia dei ragazzi diversamente abili, promuovere iniziative volte a sostegno delle famiglie con disabilità e potenziare le occasioni di lavoro per una buona genitorialità. Dal 2020 collabora con la Parrocchia degli Angeli Custodi per offrire un supporto pratico ed emotivo a chi ne sente il bisogno, percorsi di accompagnamento al Matrimonio per le coppie, Orientamento scolastico e lavorativo, Mediazione dei conflitti. Responsabile e referente dello Sportello di Ascolto “La famiglia al centro” e “Ascoltiamoci” , per informazioni e appuntamenti  ?+39-347-1692195.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.