Parrocchia 
Santi Angeli Custodi

Francavilla al Mare - Chieti

Orientarsi per orientare. Orientarsi per far scegliere.

Orientarsi per orientare. Orientarsi per far scegliere.

Nel titolo che oggi vi propongo, due sono le parole che ricorrono: il verbo orientare, nella sua forma attiva e riflessiva e il verbo scegliere.

La parola orientare viene da oriente, dal latino oriens, participio del verbo orior: volgere verso Oriente, sorgere, cominciare. Nella sua accezione etimologica potremmo affermare che il termine indica l’azione che permette all’individuo di identificare la sua posizione rispetto ai punti cardinali, dunque di trovare la direzione del suo cammino.

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Scegliere è una parola, sempre latina, che deriva invece dal verbo exlego: eleggere e richiama la competenza di estrarre (dunque eleggere) dal mare delle possibilità quella più vicina al nostro sentire.

Abbinare le due azioni: quella dell’orientamento e quella dello scegliere, credo che sia fondamentale ai giorni nostri e ritengo, sia sulla base della mia esperienza, sia delle numerose ricerche che ci sono a tal proposito, che sia davvero importante anche e soprattutto nei contesti familiari.

Nonostante si dica spesso, a proposito degli adolescenti, che sono: disattenti, distratti, che non ascoltano mai gli adulti, meno che mai i genitori… da studi fatti è stato possibile verificare che l’influenza del contesto familiare sulla scelta scolastica e/o professionale ha un peso enorme. Anche se a volte il dialogo risulta essere complesso, la comunicazione non dobbiamo mai pensare che si interrompa, anzi…! Quando si smette di parlare in modo fluido, si è solo iniziato a comunicare per altre vie, altri canali, a volte meno diretti.

Diventare consapevoli di questi concetti: che tutto è comunicazione – anche il silenzio – e che i giovani ascoltano i messaggi - specialmente se indiretti - dei loro genitori è fondamentale. Sapere di avere una responsabilità e di essere delle persone che hanno un’influenza sugli altri non può lasciarci indifferenti, né deve spaventarci, ma bensì invitarci ad assumere una posizione più “presente” rispetto a certe tematiche.

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Se l’orientamento ha a che fare con la nostra direzione e con la posizione che ognuno di noi ricopre in un determinato momento, se la scelta è la capacità di eleggere tra tante opzioni quella più congeniale per noi, per i nostri valori, per i nostri desideri… allora vien da sé che la prima cosa che un genitore è invitato a fare è quella di documentarsi e orientarsi a sua volta per poi facilitare il proprio figlio.

Spesso siamo infatti soliti pensare che l’orientamento, fortemente legato al concetto di scelta, sia qualcosa che riguarda i soli giovani: dimenticando che fino ad una certa età, e oggi sempre più tardi rispetto al passato, i processi decisionali sono legati all’intero nucleo familiare, alla storia genitoriale, ai valori che sono stati tramandati, alle ideologie, ai pregiudizi. Nonostante ci possa sembrare strano o distante da noi, dal nostro modo di pensare… è comune avere dei pregiudizi o dei preconcetti! Spesso ne abbiamo e ne siamo inconsapevoli. Avete presente quando avvertite quelle vocine dentro di voi che vi sussurrano cose del tipo: “Il medico è una di quelle professioni che non passerà mai di moda”. “Il posto fisso è una garanzia”. “Se uno trova un impiego in banca si è sistemato per tutta la vita”. “Ah! Se potessi tornare indietro! Sarei diventato un avvocato! Quello sì che fa i soldi!”

Bene, tutte queste frasi più o meno comuni fanno tutte parte di quello stesso gruppo di idee che spesso condizionano noi e i nostri cari perché non sono il frutto di un’esperienza, di una riflessione consapevole, bensì sono il risultato di un luogo comune. È risaputo, tramandato, lo sanno tutti, è scontato…etc…etc…

E ora diciamo anche questo: non è detto che quello che ha funzionato sempre, fino ad oggi, per tutti, funzionerà ancora, nel futuro, per noi o per nostro figlio. Anzi!

Questi due anni dovrebbero avercelo dimostrato… a volte basta un attimo e tutto si trasforma. Tutto può diventare “altro” rispetto a quello che noi pensavamo, avevamo immaginato… e allora? Credere in quello che facciamo, amare il nostro percorso di vita, di studio, di lavoro… fa la differenza. Essere motivati. Sapere perché abbiamo scelto una strada, cosa ci ha spinto, quali ragionamenti, quali intuizioni, che emozioni… fa la differenza. Aver fatto una scelta ponderando le diverse opzioni ci permette di essere protagonisti attivi del processo, di aver valutato, considerato l’intero scenario e noi. Noi come persone che hanno delle peculiarità, dei sogni, delle caratteristiche uniche, non uguali al figlio del vicino, al cugino di secondo grado, alla sorella del tabaccaio. Uniche e speciali.

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Se siamo genitori e abbiamo un figlio, orientarci per orientare, orientarci per far scegliere è la prima cosa che dovremmo veramente avere a cuore di fare. Perché noi siamo importanti. Anche solo con il nostro esempio, con il nostro pensare. Con il nostro commentare il telegiornale. Documentarci su cosa offre oggi il mondo della formazione, del lavoro, del mercato… e ascoltare, osservare… quello che nostro figlio o nostra figlia amano: le loro passioni, le loro doti, le loro attitudini. Perché è vero che tutto si può imparare, ma se non c’è la motivazione, il mordente, la spinta… gli obiettivi sono più difficili da raggiungere e l’impegno costa più fatica nel tempo.  

arrow 304729 1280E se tu dovessi dire in questo momento quali sono le tue convinzioni dal punto di vista formativo e professionale... cosa scriveresti? In che modo "orienteresti" una persona a te cara? E tu, come ti orienti per raggiungere i tuoi obiettivi?

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Giulia Di SipioScritto da Giulia Di SipioCounselor Relazionale (Iscrizione albo nazionale An.Co.Re n°275), Coach Relazionale Senior, specializzata in Counseling Gastronomico (autrice del libro "Il Cibo come via, gli Archetipi come guida"), Wedding Counselor Consulente Genitoriale,  da anni collabora con l'Associazione Orizzonte (www.associazioneorizzonte.it)  per facilitare l'inclusione e l'autonomia dei ragazzi diversamente abili, promuovere iniziative volte a sostegno delle famiglie con disabilità e potenziare le occasioni di lavoro per una buona genitorialità. Dal 2020 collabora con la Parrocchia degli Angeli Custodi per offrire un supporto pratico ed emotivo a chi ne sente il bisogno, percorsi di accompagnamento al Matrimonio per le coppie, Orientamento scolastico e lavorativo, Mediazione dei conflitti. Responsabile e referente dello Sportello di Ascolto “La famiglia al centro” e “Parliamone Insieme II” , per informazioni e appuntamenti  ?+39-347-1692195.

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